• +39 333 9993441
  • info@inseparabiliamilano.com

Allevamento a mano

ALLEVAMENTO A MANO… SECONDO INSEPARABILI A MILANO… !

Allevamento RNA FOI 05 NN

L’allevamento a mano è una tecnica utilizzata per lo svezzamento dei nidiacei. Può essere utilizzata sia in casi di emergenza come l’abbandono dei pulli da parte dei genitori, fuga o morte dei genitori o semplicemente per avere un pet.
Le tecniche e tutte le informazioni contenute in questo articolo si basano esclusivamente sulla mia esperienza personale.

L’allevamento a mano e di conseguenza lo svezzamento dei piccoli è una fase molto delicata, bisogna essere in grado di farlo e saper affrontare le eventuali emergenze. Nulla può essere lasciato al caso e soprattutto è necessaria esperienza per avere dei piccoli sani ed equilibrati. E’ una delle fasi più importanti, se viene effettuato in maniera non corretta comporterà un pappagallo con problemi comportamentali o peggio ancora la morte del piccolo per una somministrazione della pappa errata.

Una buona camera calda è necessaria per ospitare i piccoli fino a quando saranno completamente impiumati. La camera calda aiuta a mantenere una temperatura costante, alta all’inizio che verrà gradualmente ridotta fino a portarli alla temperatura esterna. Personalmente la uso anche se lo svezzamento avviene durante l’estate. Temperatura costante e tenere i piccoli lontano da correnti d’aria sono fondamentali per una buona riuscita dell’allevamento. Lascio i piccoli ai genitori il minimo indispensabile, ovviamente se possibile, questo perché i genitori forniscono una sostanza chiamata “latte di pappagallo” utile per lo sviluppo delle difese immunitarie. Questo comporta un impegno maggiore da parte mia ma, sicuramente, meno stress per i pulli che si abitueranno da subito alla mia presenza.

La qualità della pappa utilizzata per lo svezzamento è importante per la crescita. Siringa, termometro per la temperatura della pappa che deve essere somministrata alla giusta temperatura per evitare stasi del cibo nel gozzo o ustioni. Acqua della bottiglia, amuchina per disinfettare tutto ciò che si utilizza per lo svezzamento, contenitori adatti ad ospitare i piccoli, rotolo di carta e tutolo di mais sono altre cose indispensabili. Tralascio volutamente la descrizione della somministrazione della pappa perché sono contraria a chi vuole provare a giocare con la vita di un pullo e cerca informazioni in giro. Se si vuole fare questa esperienza bellissima, ma altrettanto impegnativa, è necessario farsi seguire da una persona esperta.

Oltre allo svezzamento vero e proprio, nel caso in cui si voglia avere un pet, è importante passare più tempo possibile con i piccoli in modo tale da eliminare qualsiasi paura nei confronti dell’uomo. Giorno dopo giorno dimostreranno maggiore fiducia.
Se possibile preferisco svezzare i piccoli insieme ad altri, nel caso in cui il piccolo sia solo uno cerco di farlo avvicinare gradualmente ad uno dei miei adulti possibilmente della stessa specie. E’ importante che i piccoli apprendano e imparino a comunicare con i loro simili.

Il pet non è un giocattolo, per avere soggetti equilibrati è importante costruire una relazione con l’uomo ma, molto più importante, è non trascurare l’interazione con i propri simili. Ecco perché anche l’allevato a mano sarebbe opportuno tenerlo in coppia. Anche i pet hanno gli stessi bisogni degli altri. Noi possiamo provare a sostituirci ad un loro simile per quanto riguarda la compagnia ma non è la stessa cosa. E’ sicuramente più difficile la gestione di due allevati a mano, il tempo richiesto raddoppia, nel periodo riproduttivo probabilmente non gradiranno le nostre intrusioni ma tutto ciò è normale. D’altra parte gli aspetti positivi sono molti. Durante la nostra assenza non si annoierà e non sentirà la nostra mancanza. Se un giorno non abbiamo tempo da dedicargli a causa di altri impegni, non sarà un problema. Avrà la possibilità se vuole di riprodursi, sempre evitando che ciò avvenga più di due volte in un anno. La riproduzione è un istinto naturale infatti, nel caso delle femmine, la deposizione avviene sia in presenza che in assenza del maschio. Farli covare inutilmente non ha senso, d’altra parte è necessario che ciò avvenga anche se le uova non sono feconde. Se si buttano e non si lascia abbandonare spontaneamente la cova avremo una nuova deposizione.

Questo a lungo andare può debilitare il pappagallo. Nel corso degli anni ne ho sentite tante. Quella che più mi ha colpito è stata la scelta di tenere due allevati a mano in coppia e far bollire le uova per far continuare la cova e non avere altre deposizioni ma evitare la nascita di piccoli. Trovo questo gesto di una crudeltà infinita. Vivere con un animale comporta una responsabilità, se possibile si cerca di seguire la natura questo comporta anche dargli la possibilità di riprodursi. Altro mito da sfatare è: “se lo svezzo io si affeziona maggiormente a me”. Non è vero! Basta pensare ad un cucciolo di cane che dovrebbe stare con la mamma fino a 60 giorni, una volta portato a casa, anche se non l’avete svezzato voi basterà davvero poco per far si che si crei un legame con lui. Per i pappagalli è la stessa cosa, ci vuole semplicemente un po’ di pazienza e tempo in più.

La parte finale dello svezzamento è altrettanto delicata. E’ necessario controllare il gozzo e se il piccolo non riesce ancora a nutrirsi spontaneamente è necessario dargli l’imbeccata fino a quando non sarà in grado di mangiare e bere da solo.

Questi sono solo alcuni dei motivi per cui è fondamentale che l’allevamento a mano venga fatto esclusivamente da persone competenti, non è così semplice come si pensa e rischiare la vita di un animale solo per “provare” è da egoisti!

 

 

____________________________________________________________

 

 

Di seguito un mio articolo scritto per Italia Ornitologica, la rivista della F.O.I.

Allevamento a mano… secondo “Inseparabili a Milano” Simona Grimaldi (numero Giugno-Luglio 2016)

Allevamento a mano… secondo “Inseparabili a Milano” Simona Grimaldi