• +39 333 9993441
  • info@inseparabiliamilano.com

Le perle del Dottor Crosta

Il Dottor Lorenzo Crosta

LE PERLE DEL DOTTOR CROSTA

Chi è il dottor Lorenzo Crosta?

È il miglior veterinario che abbiamo in Italia, riceve su appuntamento il martedì a Milano presso la clinica San Francesco situata in Via Newton 2 e gli altri giorni presso la sua clinica a Montevecchia (LC) in Via Como 5.

Di seguito potete trovare altre informazioni:

http://www.veterinarimontevecchia.it/dr-lorenzo-crosta/

 

Con il suo consenso in questa sezione del sito verranno raccolte le domande fatte da alcuni utenti e le risposte fornite dal dottor Crosta.

Se avete domande potete inviarle tramite mail a: info@inseparabiliamilano.com

_________

DOMANDA:
Doc potrebbe cortesemente darmi delucidazioni in merito al fatto che i pappagalli non hanno la vescica ?
Chi fa fare a comando la pupu’ al proprio pappagallo, cosa rischia ?
Purtroppo sempre più spesso si vedono video a tal proposito ?? e c’è chi afferma che si possono educare ( addestrare forse è la parola più giusta da usare in questo caso ) a farla in posti più indicati ( x noi ) ma…. cosa si rischia ?
Grazie mille

RISPOSTA:
Nessun uccello ha la vescica e tutti gli uccelli, a parte gli struzzi, eliminano assieme feci e urina. In effetti gli uccelli hanno un solo “foro di uscita”, da cui eliminano sia gli scarti solidi, sia quelli liquidi.

Come vedete nello schema, l’intestino retto sfocia nella prima parte della “cloaca”. Questa è l’organo che raccoglie gli sbocchi di tre apparati: digerente, urinario e riproduttore. é composta da tre camere. In ordina cranio-caudale COPRODEO (qui sbocca solo l’intestino), URODEO (qui sfociano apparato genitale e urinario) e PROCTODEO, da cui, attraverso l’ano, escono le deiezioni.

Quindi, la cloaca raccoglie tutto (feci e urine) e queste vengono espulse piuttosto frequentemente. Spesso gli uccelli “mollano” le feci solo per un piccolo stress (per esempio la visita del veterinario). Quindi l’atto defecatorio negli uccelli ha una dinamica diversa che nei mammiferi.
Il volere insistere su alcuni comportamenti non è fisiologico per un uccello, ma soprattutto sono i metodi che vengono usati, ad essere spesso inadeguati.
Per riassumere il mio pensiero: non si dovrebbe cercare di insegnare ai pappagalli “a farla” a comando, ma ritengo accettabile dissuaderli dal “farla” in qualche punto ben identificato (per esempio quando sono in spalla al proprietario)

_________

DOMANDA:
Gelati, ghiaccioli, ghiaccio…molti con questo caldo li offrono, qualche fenomeno li consiglia pure ma …
si possono offrire ai pappagalli ? Cosa rischiano ?
Grazie

RISPOSTA:
Ghiaccioli e gelati come sempre è una questione di modi e quantità.
Se diamo un alimento gelato e il pappagallo ci prende gusto, c’è il rischio che esageri e se lo mangi tutto.
Questo può portare a dei problemi gastrointestinali anche violenti. Quindi, come principio generale, se volete offrire una punta di cucchiaino di gelato al vostro pappagallo, va bene… ma non lasciategli del gelato a disposizione.

_________

DOMANDA:
Sappiamo che cani e gatti sono predatori mentre i pappagalli sono delle prede e dovrebbero essere tenuti a distanza. Esistono altri rischi derivati da un contatto troppo diretto dei nostri amici con cani e gatti?
Grazie

RISPOSTA:
I batteri che albergano nella bocca e nelle unghie dei gatti possono essere estremamente pericolosi per i pappagalli. Invece i cani hanno dei ceppi di Campylobacter nelle urine, che possono infettare i nostri pennuti.

_________

DOMANDA:
Doc cosa vuol dire esattamente “essere specialisti in medicina aviaria”?
Grazie per il chiarimento.

RISPOSTA:
In mezzo a tutta questa pletora di veterinari che si definiscono specialisti, specializzati e via dicendo, non si capisce più nulla. Cerchiamo quindi di fare un po’ di chiarezza sulla questione: in Italia gli unici che possono definirsi specialisti sono i veterinari che hanno conseguito una specialità universitaria, che però non esiste in medicina aviare o medicina degli animali esotici, mentre esistono, per esempio, la specialità in medicina dei piccoli animali cioè cane e gatto, oppure la specialità in patologia aviare e della selvaggina, quindi polli, anatre, tacchini, conigli.
Oltre a questi, gli unici altri che si possano definire “specialisti” sono i veterinari che abbiano conseguito il titolo di Diplomato in un College Europeo, questo titolo, che rappresenta il massimo livello di specializzazione conseguibile in Europa, cioè: “non esiste una specializzazione più elevata”, dà automaticamente diritto a potersi definire “Diplomato al College di”… per esempio Chirurgia, Medicina Interna, Medicina Zoologica, come pure a definirsi “Specialista Europeo” nella stessa disciplina.
Oltre a ciò esistono altri titoli, come il GP cert, i Master, l’accreditamento FNOVI, che, senza nulla togliergli, non danno però diritto a essere definiti degli specialisti. Tuttalpiù si può indicare il titolo conseguito, ovvero a definirsi degli esperti, ma legalmente non degli specialisti.
Con questo non si vuole diminuire il valore delle varie certificazioni, che sono certamente garanzia di essersi impegnati in un percorso di aggiornamento in un campo specifico, ma piuttosto si vuole valorizzare la figura degli specialisti ufficialmente tali: conseguire una Specialità Universitaria, o addirittura un Diploma Europeo, costa molta, moltissima fatica e mi sembrava giusto valorizzare questo aspetto.

_________

DOMANDA:
Mi sono resa conto che su internet tutti (anche i veterinari) associano la presenza di penne rosse alla PBFD o a malattie epatiche. Spesso viene nominata la red soffusion. Dottore può cortesemente fare un elenco delle possibili cause della comparsa di penne rosse nei cenerini? Inoltre vorrei capire quali sono i casi in cui viene esclusa la malattia del becco e delle penne nonostante la presenza di penne rosse.  Grazie.

RISPOSTA:
PRIMO: la “red soffusion” non è una malattia, ma piuttosto un sintomo, o una condizione. Come lo febbre: non è una malattia, ma il suo sintomo.

Ciò detto, la red soffusion (RS) è una colorazione anomala delle penne, e questa può avere varie cause. Le acuse possono variare in funzione della specie di pappagallo, e questo è molto importante, anche perchè non c’è uniformità di vedute sulla definizione della RS, alcuni chiamano RS una leggera variazione verso il rosso, altri la vera colorazione rossa delle penne.

Comunque sia, senza entrare in dettagli molto tecnici, la RS è fondamentalmente legata a tre cause:

1° una malattia epatica (genericamente definita). Quindi epatite, insufficienza epatica, malattie virali che colpiscano il fegato, tumori del fegato, ecc, sono tutte patologie in grado di causare alterazione del piumaggio, fra cui la red soffusion.

2° una infezione con il Circovirus, agente della malattia del becco e delle penne. Questa modificazione verso il rosso, in corso di infezione con il circovirus è descritta praticamente solo nel pappagallo cenerino.

3° una mutazione. Se pensate che pochi anni fa (fine 2013), un allevatore sudafricano finalmente riuscì ad ottenere un cenerino completamente rosso https://www.youtube.com/watch?v=iQvsjgrJoak … dopo anni di lavoro, e lo vendette per molti, ma MOOOOLTI soldi, voi capite che c’è un sacco di gente che prova a selezionare pappagalli rossi. Il risultato di queste prove è un aumento di cenerino sani, con molte piume rosse (e perchè stupirsene?) questa condizione è diversa dalla red soffusion, ma spesso le due cose sono confuse, trattate in modo simile.

Quindi, COSA FARE se avete un pappagallo che ha delle piume con questa colorazione anomala?

PRIMO: andate da un veterinario: internet non è un veterinario, gli allevatori non sono un veterinario, i negozianti non sono veterinari.

Un bravo professionista, in funzione dei sintomi, della specie, del tipo e della estensione delle lesioni saprà indirizzarvi verso i test diagnostici più appropriati. Che in genere sono:

1° esame fisico del paziente ed esami atti a definire pa possibilità di una malattia epatica (RX, ecografia, esami del sangue)

2° ricerca del Circovirus della malattie del becco e delle penne.

se tutto è negativo, biopsia della pelle. Che ci potrà dire che tipo di alterazione è in corso.